RESISTENZA ALLA FIAMMA – RESISTENZA AL FUOCO – NON PROPAGAZIONE INCENDIO : differenza

Scopri la differenza tra questi tre importanti concetti per non sbagliare clamorosamente cavo e trovarti ad installare cavi non conformi con il rischio di onerose contestazioni e di mettere a rischio la salute degli operatori

( fig.1   Copyright Motion Elettronica 2026 )

Molto spesso ( ogni giorno direi ) mi accorgo che parlando di cavi, si fa ancora molta confusione sull’uso della parola “fuoco”.

Il problema sta nel fatto che pur riconoscendo l’aspetto base del concetto cioé che brucia e scalda, se intesa e calata nel contesto normativo applicato ai cavi, può assumere differenti prospettive.

Dobbiamo allora distinguere quale è la differenza tra:

  • TEST DI RESISTENZA ALLA FIAMMA
  • TEST DI NON PROPAGAZIONE INCENDIO
  • TEST DI RESISTENZA AL FUOCO

Anche se collegate virtualmente allo stesso elemento, sono proprio tre cose distinte.

Il nuovo regolamento Prodotti da Costruzione EU 305/2011 conosciuto meglio come CPR, ha recentemente stabilito regole comuni per i cavi rientranti nelle opere di costruzione, intese come edifici e opere di ingegneria civile con il principio di obbligatorietà a partire da Luglio 2017.

Anche in ambito industriale.

Tutto si basa sull’aspetto condiviso di produrre cavi industriali sicuri e in grado di avere un comportamento prevedibile in caso di incendio per salvaguardare la vita delle persone.

Tutti i dispositivi esistenti vengono collegati con cavi e in una valutazione generale, la quantità di materiale che ogni singola applicazione si porta appresso é notevole.

Per materiale intendo proprio la quantità utilizzata nel rivestimento esterno e negli isolamenti interni dei conduttori.

Parliamo di molti Chilogrammi ( Kg ) di materiale potenzialmente esposto al rischio di incendio per singola applicazione e quindi potenziale causa di rischio per le persone.

In caso di incendio, ci posso essere due comportamenti di un cavo.

  • Potrebbe incendiarsi e coinvolgere altri cavi vicini producendo un effetto domino inarrestabile
  • Potrebbe generare fumi tossici pericolosi

Entrambi sono chiaramente pericolosi per le persone e sono normati in modo preciso e rigoroso, obbligando i produttori a specifici test di compatibilità prima di poter immettere un cavo sul mercato.

Ecco allora che i test di resistenza assumono un valore molto importante nella definizione dei parametri essenziali di sicurezza ed é fondamentale che tu sappia la differenza tra i test per poter fare scelte consapevoli quando sceglierai i cavi per la tua applicazione.

TEST DI RESISTENZA ALLA FIAMMA

Il test di resistenza alla fiamma viene effettuato sul SINGOLO CAVO, sottoponendo alla fiamma di un cannello Bunsen uno spezzone posto in verticale per un tempo proporzionale alla sua massa.

Lo scopo di questa prova é determinare l’ autoestinguenza del cavo.

Infatti, per superare il test, pur incendiandosi momentaneamente, deve dimostrare di autoestinguersi una volta tolta la fonte del cannello bunsen su una lunghezza non superiore ai 65 centimetri dal punto in cui é stata applicata la fiamma.

Il test di autoestinguenza può seguire vari metodi in base alle norme di riferimento.

Se é vero infatti che il test viene superato singolarmente, non lo é invece nel caso di un fascio di cavi che a causa di un mutuo rinforzo potrebbero propagare un eventuale incendio.

Viene eseguito quindi un test specifico.

TEST DI NON PROPAGAZIONE INCENDIO

In questo test viene dimostrata la capacità di una cavo di limitare la combustione dei materiali oltre una certa distanza fuori dalla zona di esposizione al fuoco, eseguendo la prova in FASCIO.

Il fascio di cavi viene posto in verticale all’interno di una cabina di dimensioni 1 x 2 x 4 ( metri ) a temperatura di 750 Gradi Centigradi e sottoposto a sorgente di fuoco a potenza controllata.

Per superare il test, i cavi devono bruciare senza che la fiamma si propaghi oltre una certa lunghezza ( 2,5 metri ) dal punto in cui viene applicata la sorgente.

Anche qui fai attenzione.

TEST DI RESISTENZA AL FUOCO

Con il test in questione, si verifica la capacità di un cavo a resistere anche in condizioni di emergenza sottoposto a fuoco continuo.

Il cavo viene posto in orizzontale e applicata una fiamma all’interno di una cabina a 750 Gradi Centigradi

La differenza sostanziale con gli altri due test visti sopra sta nel fatto che per essere omologato come resistente al fuoco, il cavo deve garantire il suo funzionamento elettrico fino a 3 ore di esposizione al fuoco.

Il motivo mi pare evidente.

In caso di emergenza, anche se sottoposto a fuoco, il cavo deve lasciare il tempo necessario per una eventuale fuga o allontanamento dal luogo di rischio

Come hai letto, è molto importante scegliere il cavo speciale per la tua applicazione con molta attenzione perché non ci sono solo problematiche tecniche di movimentazione da superare ma anche normative.

Qui ne abbiamo viste alcune che riguardano l’ autoestinguenza e sicuramente hai capito che le normative di riferimento ormai non lasciano più spazio ad alcuna interpretazione e il rischio di sbagliare cavo é davvero reale.

Tutti i cavi da noi trattati sono costruiti per superare i più severi test industriali e possono garantirti l’assoluta idoneità tecnica pressoché in ogni condizione applicativa, però é giusto ricordare che sul mercato ci sono anche prodotti di dubbia certificazione.

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